VORREI #6

Avere accesso alla riabilitazione non sempre è facile e tante sono le ragioni.

La distanza, le possibilità economiche, il morale, la voglia, la difficoltà di trovare persone qualificate.

VORREI AVERE ACCESSO ALLA RIABILITAZIONE

Progotan viene incontro alle esigenze di più persone possibili, con corsi online e persone altamente qualificate a seguirli. Organizzando poi soluzioni in presenza e la piena disponibilità verso le esigenze del paziente.


La storia


Mi chiamo Alice e sono 2 anni che non faccio fisioterapia. Prima mi accompagnava mia sorella Marta ma adesso mi porta già a tutte le visite di controllo e alla lezione di Nordic Walking e non me la sento di chiederle anche di accompagnarmi a fare la fisioterapia. Mio marito non ne vuole sapere, io per lui non ho niente.


Mi chiamo Elisa, ho 20 anni sono la figlia di Pina. Quando la mamma ancora guidava, alla fisioterapia ci andava da sola. Ora però è un pericolo pubblico e io ho deciso di prendere la patente per direttissima in modo da poterla accompagnare. Poi però mi hanno preso al dottorato e non riesco sempre. Allora ho chiesto aiuto a mia sorella e adesso facciamo a turno ma è una bella rottura in ogni caso. L’altra volta alla fine non poteva nessuno e la mamma non è andata alla fisio. Si vede che le dispiace pesare su di noi, è sempre stata una donna così autonoma ed espansiva: quando esce dalla palestra vedo che se la conta su con le sue “colleghe di Parkinson”, vorrebbe forse restare a prendere un caffè ma noi dobbiamo andare al lavoro.


Io mi chiamo Vito, ho 75 anni e vivo nel posto più bello del mondo, un’isola che d’estate si riempie di turisti ma che ora è così solitaria che non vi potete immaginare. Io non ho studiato ma i miei figli li ho mandati a scuola. Quando ho cominciato a tremare mi hanno voluto portare dal dottore, un professorone di Milano che ha detto che ho questo Parkinson ma io lo sapevo già: l’aveva mio nonno, buonanima, e c’è l’ho anche io. Ma io sono più fortunato, ci sono le medicine. Però mi hanno detto che ci sarebbe una specie di ginnastica che fa molto bene, se non la fai le medicine quasi non fanno effetto. Me l’hanno fatto provare quando ero a Milano, ricoverato per gli esami, ma qui come si fa? Una volta c’era l’ospedale sull’isola di fronte. Le donne potevano partorire vicino alla famiglia ora devono andare via un mese prima col traghetto. Come la dovrei fare questa fisioterapia?


Io mi chiamo Stefano e ho 45 anni. Sono un commercialista, sono sposato, ho due bambini e ho il Parkinson da due anni. Il neurologo mi ha trovato bene all’ultima visita, solo che c’è qualcosa che riguarda la postura, un accenno ma va trattata prima possibile, come la maggior parte dei sintomi. Mi dovrei ricoverare per 3 settimane. Bene, ho pensato, se mi fanno uscire martedì e mi fanno rientrare giovedì dopo cena, posso mettere i clienti più importanti che non posso rimandare tutti in quel giorno. Non posso certo chiudere lo studio per 3 settimane durante l’anno. Il dottore mi ha detto che non è possibile assolutamente, l’ASL paga solo se il ricovero è organizzato in giorni consecutivi. Perciò, una volta entrati, non si può uscire e devi sempre dormire lì, anche se abiti di fronte. Ma io come faccio? Io lavoro! Vorrà dire che la fisioterapia la farò quando ce ne sarà davvero bisogno.


Io mi chiamo Rosa, ho 60 anni e tutto gli anni faccio tre settimane di fisioterapia sempre nella stessa struttura, cerco sempre di andarci in febbraio perché sono tanti anni che vado e si è creato un gruppetto: ci divertiamo come matte, sembra la gita delle medie. Il problema è che poi quando finiscono le tre settimane ci mandano a casa con gli esercizi da fare. Ma chi ci si mette da sola come una scema? Dovrei andare privatamente ma costerà una fortuna.


Io mi chiamo Armando e sono un tipo timido. Adesso che ho 50 anni sono un po’ migliorato ma quando ero ragazzo non vi dico…… Mi sono sposato tardi ma quando ho conosciuto Carola sono diventato molto più allegro e mi sono fatto anche qualche amico. Poi la tegola in testa: pensavamo che fosse lo stress invece ci hanno diagnosticato il Parkinson. Io mi sento di nuovo chiusissimo, mi vergogno a farmi vedere che sto male, non l’ho detto ancora al lavoro e neppure agli amici. E poi non ho voglia di fare niente, sono stanco. Il mio dottore mi tormenta col fatto che devo uscire, devo vedere gente, al massimo se viene anche Carola posso provarci.


Però da quando ho scoperto su internet questi corsi online mi sono messo a seguirli perché secondo me funzionano. Io all’inizio non mi facevo quasi vedere, tenevo la telecamera spenta. Poi però piano piano ho preso coraggio e certe volte alla fine della seduta parlo e faccio delle battute che piacciono molto a Marina, la nostra fisioterapista. Lei è sempre allegra, ci fa anche ballare, ci fa stancare però l’altra volta quando Alice ha raccontato dei problemi con il marito è diventata seria e tutti ci siamo un po’ commossi. È che secondo me siamo diventati tutti un po’ amici, ma veramente, amici veri. E adesso cominciano anche le lezioni in presenza!

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